Avvelenamento

Intossicazione da sigarette elettroniche

Con la diffusione di questi accessori nel corso degli ultimi anni è aumentato anche il rischio di intossicazione da nicotina per i nostri amici a quattro zampe.

Il rischio per la popolazione derivante dall’utilizzo di questi strumenti è all’incirca sovrapponibile a quello derivante dal consumo di sigarette tradizionali, inalando un aerosol a base di nicotina, sostanze cancerogene e tossiche presenti nel vapore. Le nanoparticelle di metalli (nickel, cromo e cadmio) con azione tossica derivano dai fenomeni di surriscaldamento o dagli stessi materiali che costituiscono la sigaretta elettronica.
I liquidi sono prodotti estraendo la nicotina dal tabacco, miscelandola con una base (glicole propilenico) e diversi aromatizzanti, alle quali possono essere aggiunti coloranti e altre sostanze chimiche (quali formaldeide).
Il contenuto di nicotina può variare considerevolmente (da 8 a 59 milligrammi/millilitro) in un liquidi di ricarica. Al contrario le sigarette tradizionali contengono da 8 a 36 mg per sigaretta con una media di 16 milligrammi.

Negli animali domestici l’intossicazione più frequentemente deriva dall’ingestione accidentale dei liquidi a base di nicotina.
L’esposizione a queste sostanze può quindi determinare grave tossicità fino alla morte.
I segni clinici compaiono rapidamente (da 15 a 30 minuti) in seguito ad un rapido assorbimento del liquidi da parte del tratto gastroenterico e includono vomito, aumento della salivazione, diarrea, agitazione, aumento della frequenza respiratoria, aumento o riduzione della frequenza cardiaca, aritmie, tremori, debolezza muscolare, pressione arteriosa aumentata o diminuita, depressione respiratoria e convulsioni; coma, cianosi e morte sono pure possibili in caso di ingestione di alte dosi.

Il trattamento precoce da parte del veterinario è imperativo, volto allo stretto monitoraggio dei segni clinici e al trattamento sia dei sintomi neurologici che di quelli cardiologici; fluidoterapia endovenosa, monitoraggio pressorio ed elettrocardiografico, miorilassanti, aniconvulsivanti e farmaci gastroenterici spesso sono necessari.
I segni clinici possono durare da diverse ore nei casi più lievi fino a più di 24 ore in quelli più gravi.
Si sconsigliano cure domestiche anche in caso di ingestione di piccole dosi.

Inoltre sussiste un rischio anche per l’inalazione passiva dell’aerosol.
Diversamente da quello che si crede questo non è composto da vapore acqueo ma da nicotina, particelle ultrafini che possono arrivare in profondità nei polmoni, aromatizzanti chimici sospetti causare gravi patologie polmonari, componenti organici volatili, sostanze chimiche cancerogene e metalli pesanti.
L’inalazione può causare irritazione respiratoria caratterizzata da lacrimazione e scolo nasale, sensazione di bruciore del naso e della goal, nausea e vomito e anche difficoltà respiratoria.
Gli animali che manifestano questi sintomi vanno portati immediatamente all’aria aperta e portati dal veterinario in caso di mancata risoluzione nell’arco di qualche minuto.
Gli animali che soffrono di patologie respiratorie pregresse (asma, bronchite, allergie ambientali) sono maggiormente a rischio.
L’esposizione cronica a questi vapori può determinare negli animali dei cambiamenti permanenti a livello polmonare.

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